... però il numero sul calendario che cambia è un po' un simbolo, e siccome mi sento un po' come il presidente della repubblica, faccio anche io il mio discorso di fine anno.
La cosa che si fa di solito in questi casi è tirare un po' le somme dell'anno finito, fare il bilancio.
E' stato un anno interessante, senza dubbio. Non uno dei migliori, ma neanche uno dei peggiori: ci sono state soddisfazioni, obiettivi raggiunti, obiettivi mancati, nuovi amici, amici che si sono allontanati e amici ritrovati...tutto sommato non è andata malaccio.
Soprattutto ho imparato tante cose nuove. Una delle cose che più mi hanno colpito di quest'anno che è passato è stato che tutto cambia, niente resta lo stesso, nel bene e nel male. Bella scoperta, potrà dire qualcuno...ma a volte i cambiamenti ci colpiscono in modo più evidente, quando accadono in modi o momenti particolari, o quando siamo più aperti ad accettarli.
Non è che siano sempre una brutta cosa. A volte sono più eclatanti, altre volte sono minimi.
A volte sono piccoli, ma sono come il sassolino che dà inizio alla frana, e non se ne capisce la portata finché non arriva a valle (a volte non ci sono ancora arrivati, a valle).
Alcuni cambiamenti sono stati belli, di altri non voglio parlare, e poi è meglio concentrarsi sulle cose belle, no?
E' proprio vero che "nothing changes on new year's day"...tutto cambia, ma per tutto l'anno.
Poi ci sono le persone. Persone che ti lasciano qualcosa, persone che cambiano il tuo modo di vedere le cose, persone che ti deludono, persone che ti sorprendono, persone che purtroppo NON ti sorprendono, persone che era meglio perderle che trovarle, persone che sarebbe stato bello incontrare prima, e persone che diamo troppo per scontate.
Ma sì, dai, tutto sommato è stato un buon anno.
Ah, e poi, sarebbe troppo facile finire il messaggio con un bell' "Auguri a tutti!" , ma siccome sono allergica al buonismo mi limiterò a fare gli auguri solo alle persone che se lo meritano, agli altri un bel mavaffanculo.
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